Contributors

Valeria De Carolis
Rebecca Valerio
Laura Natali
Elena Mariateresa Morelli
Sofia Piro
Sabina Ramazzotti
Francesca Pecorella
Caterina Menghini
Valentina Vavalà
Mariano Di Furia
Tommaso Ceccherini
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Matteo Di Tosto
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Riccardo Corsi
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Leo Moschen
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Lavinia Braguglia
Elena Sofia Franchi
Emma Miglia
Sofia Bianchi Alvarez
Anna Kiesowska

Gea Casolaro

Gea Casolaro (Roma, 1965; vive e lavora a Roma e a Parigi) utilizza la fotografia per indagare i diversi contesti attraversati e per catturare dettagli che, seppur apparentemente irrilevanti, le permettono di relazionarsi alla realtà con maggiore consapevolezza ed di rintracciare piccole ma significative storie che costellano il nostro quotidiano. Le sue fotografie ritraggono generalmente paesaggi urbani, in cui la figura umana, anche se non è mai assoluta protagonista, è quasi sempre presente: è ritratta in condizioni di mobilità e di casualità senza essere in posa.

Il lavoro fotografico di Gea Casolaro interroga e si interroga sugli usi e i significati dell'immagine e sui possibili modi, al di là degli stereotipi o delle imposizioni culturali di guardare alla realtà.
Attraverso un continuo lavoro di dislocamento di senso tra realtà e immagine, Casolaro ricerca un punto di possibile attraversamento dell'immagine che da mera rappresentazione diventa vero e proprio luogo fisico, reale e plausibile. I parametri del conosciuto vengono così spostati altrove, provocando una sorta di smottamento percettivo, instillando un dubbio sottile e insinuante nelle nostre certezze, aprendo dei varchi non fantascientifici, ma profondamente concreti e tangibili e perciò destabilizzanti, nel nostro quotidiano.

Gea Casolaro analizza le infinite possibilità racchiuse in ogni immagine, in ogni sguardo, stimolando quanti più possibili punti di vista senza dare mai nulla per scontato. Lungi dal riconoscere alla fotografia il ruolo di mezzo privilegiato per il raggiungimento di una presunta oggettività, ogni foto diventa uno sguardo, ed è dall’incontro e dallo scambio di questi sguardi che emerge una visone più ricca, complessa e completa della realtà.

In occasione della retrospettiva tematica attualmente in mostra al Macro di Roma, l’artista ha inteso sottolineare una delle chiavi di lettura della sua ormai vasta produzione, volta a sottolineare l’importanza che lo sguardo dell’altro riveste nella costruzione dell’opera, così come nella visione dell’arte e della vita in generale. Gea Casolaro si avvale di differenti modalità formali, grazie alle quali mette in discussione il punto di vista soggettivo a favore di una visione collettiva e comunque più ampia e complessa della realtà.

Le persone che animano le immagini di Gea Casolaro si trovano in corridoi della metropolitana, sui mezzi di trasporto, in parchi locali pubblici e solo saltuariamente sono colte per intero. Infatti, le inquadrature assecondano il senso di precarietà annunciato dai soggetti: non si tratta di riprese panoramiche che ci permettono di percepire l'insieme di una situazione, ma prevalentemente di visuali parziali che alludono ad uno stadio successivo. Non a caso Gea lavora raramente con opere singole, ma predilige le sequenze: come sulla scena o sul set di un film le persone sono tante comparse, che ricoprono un ruolo e così facendo pongono degli interrogativi sulla possibilità di descrivere oggettivamente un qualsiasi accadimento. In fondo, proiettiamo sempre le nostre visioni, il nostro desiderio di un ruolo, di una storia su ciò che vediamo.

Liceo Ennio Quirino Visconti

Liceo Ennio Quirino Visconti

Il Progetto

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